Valdarno

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IL VALDARNO

Il Valdarno è la valle che l’Arno percorre dopo essere uscito dal Casentino e dalla piana di Arezzo.Si divide in Valdarno Superiore, quello appunto fra Arezzo e Firenze, e Valdarno Inferiore, quello che va da Montelupo a Pisa. Il Valdarno Superiore, nel quale l’Arno entra dalla cosiddetta “Valle dell’Inferno”, si estende fra il Pratomagno e i Monti del Chianti, ed appartiene parte alla provincia di Arezzo e parte a quella di Firenze. Il Valdarno aretino comprende anche la valle dell’Ambra, affluente di sinistra dell’Arno.
Il Valdarno superiore è montuoso e accidentato nel discendere dal Pratomagno ed è caratterizzato successivamente da quei calanchi argillosi, frutto di fenomeni erosivi, le Balze, che ancora Carlo Starnazzi ha individuato nella leonardesca Verge delle Rocce: un paesaggio-panorama decisamente spettacolare ed intrigante.
Si entra nel Valdarno superiore a Ponticino, grande centro situato sulla Statale 69 sulla riva sinistra dell’Arno, non appena il fiume, dopo la Penna, si è lasciato dietro il Casentino, torcendo -come dice Dante- il muso ad Arezzo.
L’economia del Valdarno Superiore è varia e molto mossa. Poco propensa al terziario e all’agricoltura, si è sviluppata nell’ambito alimentare, tessile e dell’abbigliamento, calzaturiero, estrattivo (lignite) ed elettromeccanico (la Centrale Termoelettrica di Santa Barbara). Un tempo era un punto di riferimento per i cappellifici.
Il cuore della vita industriale, commerciale e culturale del Valdarno Superiore è il triangolo Montevarchi-San Giovanni Valdarno- Terranuova Bracciolini. È favorito dal punto di vista delle comunicazioni dalla presenza dell’Autostrada A1e dalla linea dell’Alta Velocità: la direttissima Firenze-Roma.
Il Valdarno Superiore gronda di storia e di cultura. Sono imperdibili la Pieve di Gropina, la Badia di Soffena a Castelfranco di Sopra, il Palazzo Pretorio e la Basilica di Santa Maria delle Grazie (con un’Annunciazione del beato Angelico) a San Giovanni Valdarno, la Collegiata di San Lorenzo, la Chiesa di Santa Maria del Giglio e il Museo Paleontologico (con l’istrix etrusca e l’elephas meridionalis) a Montevarchi (dove opera l’Accademia Valdarnese del Poggio), le mura trecentesche di Terranuova Bracciolini.

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